Restano aperte le petizioni contro CETA e TTIP

di Eleonora Evi, EFDD – M5S Europa

Le petizioni contro TTIP e CETA devono rimanere aperte. In particolare perché ad oggi la ratifica del CETA è avvenuta solo a livello europeo, manca ancora la parte nazionale. Questo è il motivo per cui informeremo gli Stati membri delle petizioni che abbiamo ricevuto; vorrei ricordare che l’accordo che abbiamo approvato ad oggi è una sorta di “intesa” con delle pagine in bianco. Ci sono interi capitoli oscuri.

Mi riferisco a quello sulle misure sanitarie e fitosanitarie, dove si deve andare e si andrà a definire la sostanziale equivalenza dei prodotti chimici e degli OGM, solo per fare qualche esempio. Abbiamo lasciato di fatto la porta aperta su una decisione futura che verrà presa da organismi terzi sovranazionali: il cosiddetto “joint comitee” che verrà stabilito. Ma ci sarà anche un organismo di cooperazione, non si sa bene da chi sarà composto, che sfuggirà ad ogni controllo democratico dei cittadini.

Stiamo lasciando importantissimi fette di legislazione nelle mani di non sappiamo chi. Tutto questo mette in pericolo la nostra salute e i nostri standard di sicurezza. Quest’ultimi verranno minati. Vi riporto dei dati molto semplici: in Europa abbiamo 90 decessi per intossicazione alimentare ogni anno. In USA 3 mila. E non devo ricordarvi la differenza numerica della popolazione. Così come non devo ricordarvi la dimensione e la differenza di modello tra la filiera molto più “tutelante” che garantisce i cittadini europei.

Chi ci guadagna dal CETA e da questo tipo di accordi? Sono ovviamente le grandi aziende, mi piacerebbe ripetere questo elemento a sostegno delle petizioni. Questo accordo viene sempre venduto come una grande opportunità per le PMI: sfatiamo questa bugia. Non è così, il 95% dell’ossatura della nostra economia – in particolare quella italiana – avrà nulla da guadagnarci.

Stiamo distruggendo il mercato interno e gli scambi intra-europei in favore di uno spostamento commerciale con l’atlantico. Tutto a favore di chi già oggi commercia e ha la potenza produttiva per poterlo fare. O una rete commerciale e di distribuzione già presente. Stiamo diventando delle cavie, per questo chiedo al presidente d’informare tutti gli Stati membri, anche e soprattutto in vista del momento delicato che i singoli Paesi si accingono ad attraversare con la ratifica.

Restano aperte le petizioni contro CETA e TTIP

di Eleonora Evi, EFDD – M5S EuropaLe petizioni contro TTIP e CETA devono rimanere aperte. In particolare perché ad oggi la ratifica del CETA è avvenuta solo a livello europeo, manca ancora la parte nazionale. Questo è il motivo per cui informeremo gli Stati membri delle petizioni che abbiamo ricevuto; vorrei ricordare che l'accordo che abbiamo approvato ad oggi è una sorta di "intesa" con delle pagine in bianco. Ci sono interi capitoli oscuri.Mi riferisco a quello sulle misure sanitarie e fitosanitarie, dove si deve andare e si andrà a definire la sostanziale equivalenza dei prodotti chimici e degli OGM, solo per fare qualche esempio. Abbiamo lasciato di fatto la porta aperta su una decisione futura che verrà presa da organismi terzi sovranazionali: il cosiddetto "joint comitee" che verrà stabilito. Ma ci sarà anche un organismo di cooperazione, non si sa bene da chi sarà composto, che sfuggirà ad ogni controllo democratico dei cittadini.Stiamo lasciando importantissimi fette di legislazione nelle mani di non sappiamo chi. Tutto questo mette in pericolo la nostra salute e i nostri standard di sicurezza. Quest'ultimi verranno minati. Vi riporto dei dati molto semplici: in Europa abbiamo 90 decessi per intossicazione alimentare ogni anno. In USA 3 mila. E non devo ricordarvi la differenza numerica della popolazione. Così come non devo ricordarvi la dimensione e la differenza di modello tra la filiera molto più "tutelante" che garantisce i cittadini europei.Chi ci guadagna dal CETA e da questo tipo di accordi? Sono ovviamente le grandi aziende, mi piacerebbe ripetere questo elemento a sostegno delle petizioni. Questo accordo viene sempre venduto come una grande opportunità per le PMI: sfatiamo questa bugia. Non è così, il 95% dell'ossatura della nostra economia – in particolare quella italiana – avrà nulla da guadagnarci.Stiamo distruggendo il mercato interno e gli scambi intra-europei in favore di uno spostamento commerciale con l'atlantico. Tutto a favore di chi già oggi commercia e ha la potenza produttiva per poterlo fare. O una rete commerciale e di distribuzione già presente. Stiamo diventando delle cavie, per questo chiedo al presidente d'informare tutti gli Stati membri, anche e soprattutto in vista del momento delicato che i singoli Paesi si accingono ad attraversare con la ratifica.

Pubblicato da Movimento 5 Stelle Bergamo su Venerdì 8 settembre 2017

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