Più piccole opere utili, più felicità: il #Rally riparte dal ponte di Casalmaggiore

Sempre da Casalmaggiore

Pubblicato da Luigi Di Maio su Sabato 2 dicembre 2017

di Luigi Di Maio

Mantova è una città bellissima! Siamo arrivati ieri sera con il candidato presidente in Lombardia Dario Violi e abbiamo incontrato i piccoli imprenditori della CNA con cui ci siamo confrontati un paio d’ore e a cui ho parlato del nostro programma per le imprese, in particolare l’eliminazione di centinaia di leggi che rendono loro la vita impossibile e l’abolizione dell’IMU sui capannoni. Misure concrete e subito realizzabili.

Il Rally oggi riparte da Casalmaggiore, un piccolo comune di 15.000 abitanti sulle rive del Po, che vive un problema che sta impattando brutalmente sulla qualità di vita di questa comunità. Il ponte che lo collega all’altra riva del fiume è inagibile. Sembra una piccola cosa, ma a queste persone ha cambiato la vita: in peggio. Famiglie divise, disagi per i pendolari, mamme costrette a orari impossibili per conciliare figli e lavoro. La situazione si trascina da mesi e ancora non è stata risolta. Il ponte va rimesso in sesto e va restituita ai cittadini una vita normale.

L’Italia ha bisogno di queste piccole grandi opere perchè di casi come questi ce ne sono a centinaia, migliaia. Anzichè concentrarci su poche, faraoniche opere che non vedranno mai luce ma che drenano miliardi di euro alle casse pubbliche dobbiamo investire sul rimettere in sesto i piccoli ponti, le strade, le ferrovie che rendono la vita migliore a milioni di persone. Oggi incontrerò questa comunità per raccontargli questa idea di Paese e incontrerò le persone che hanno vissuto disagi assurdi in questi mesi. Rendiamo migliore la qualità di vita dai cittadini a partire dalle piccole opere utili. Di seguito trovate l’articolo di un giornale locale che racconta la storia di una delle mamme di Casalmaggiore e di come l’inagibilità del ponte ha devastato la sua vita e quella dei figli. Il suo diritto alla felicità va ripristinato e noi ci batteremo per questo. Oggi sarà una giornata a tutta velocità e fitta di incontri: qui tutti gli appuntamenti da Oglioponews

C’è un grandissimo malessere sociale a Casalmaggiore. L’ha definita così, ieri sera, in poche parole che racchiudono tutto, l’avvocato Paolo Antonini, la situazione che da settanta giorni ormai il territorio vive. Il territorio, inteso come la sua gente. Persone normali, genitori e lavoratori, precipitati da un giorno all’altro in un girone infernale che chissà per quanto altro tempo ancora dovranno sopportare.

Perchè poi è così, la chiusura di un ponte non è solo la morte di un’infrastruttura, pietre e ferro posate a cavallo di un fiume: è il malessere, il disagio quotidiano di tante persone, ognuna con una storia da raccontare. Sono storie pesanti, di fatica che si aggiunge alla fatica, di tempo portato via ai propri figli e – quel che dovrebbe essere assolutamente inaccettabile – di figli che cambiano vita, che pagano il prezzo della diffusa incapacità di trovare soluzioni in tempi rapidi. Il territorio è la sua terra, ma è ancor prima la sua gente. Quella che sta soffrendo i più grandi disagi, che cerca di adattarsi ma lo fa con una – giustificabile – rabbia.

Laura Accomando è madre di tre bambini, e lavora a Colorno. Sei chilometri prima del giorno zero, tre volte tanto adesso. Con tutte le incognite del caso, legate ai camion e all’aumento del traffico veicolare che soprattutto sull’argine tra Brescello e Coenzo crea più di un disagio e di un problema.

“Sono sveglia dalle 5.30 per riuscire a prepararmi senza togliere tempo ai miei figli – racconta Laura – facciamo due conti: se ieri sono tornata a casa alle 22 ho cenato, mi sono lavata, a che ora sono andata a letto? Alle 23.15. Quante ore ho dormito? Ormai le 8 ore sono un optional! Grazie a voi carissimi che vi prendete cura del vostro popolo”.

Il ‘carissimi’ è riferito a chi siede nelle stanze dei bottoni: “Lavoro a Colorno – prosegue Laura – oggi mio marito ha il turno di mattina e pure io, quindi alle 6.30 sveglierò i miei figli, tutti e tre. Alle 7.30 porterò la più piccina al nido, la mezzana da una zia che alle 8.15 la porterà a scuola e il più grande grazie a Dio è autonomo. Poi partirò per il lavoro. Sarò di ritorno alle 14 circa, ieri sera sono tornata a casa alle 22 perché ero in turno fino le 21, ditemi voi quanto ho riposato. Quindi oggi torno a casa con la stanchezza che ho ancora di ieri, mangerò un boccone, mi do una sistemata e faccio il giro per le scuole nido, elementari, vado a fare la spesa torno a casa alle 17.30 circa. Preparo la cena e alle 21.30 sono di nuovo a letto. Sfido uno di voi, solo uno a passare una giornata con me o con uno dei pendolari che fa questa vita di merda da due mesi e passa. Ve lo dico io: sarebbero già iniziati i lavori del ponte”.

Poi chiude con una frase che il disagio lo racchiude tutto: “Finché la fatica la faccio io ok, ma i miei figli no!”.

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_ottobre_01/casalmaggiore-vite-separate-ponte-chiuso-fiume-po-682081e0-a621-11e7-8477-789085dabc53.shtml

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Dario Violi è il candidato presidente della Lombardia per il MoVimento 5 Stelle!

Dario Violi è il candidato del MoVimento 5 Stelle alla presidenza della Regione Lombardia! Forza! Di seguito i risultati delle votazioni:

Violi Dario 793
De Rosa Massimo felice 786
Alberti Ferdinando 573
Casalino Eugenio 489
Forte Monica 447
Cenci Roberto 266
Massafra Cinzia 259
Misculin Bruno Giulio Andrea 185
Fogli Mary 153
Colomo Maria 136
Mosesso Marcello 107
Del frate Cesare 92

Hanno partecipato alla votazione: 4286 iscritti

M5s in Lombardia, Di Maio annuncia il candidato per le regiona…

“Sono molto contento della vittoria. E’ stata molto combattuta. Io sono l’alternativa a un Maroni che ha proseguito le politiche di Formigoni con annessi arresti e di un Gori che dice bravi a loro”. Così il candidato M5S alle regionali lombarde, Dario Violi, presentato ai Magazzini Generali di Milano dal leader Luigi Di Maio. Violi è consigliere regionale uscente del Movimento. Ha vinto le regionarie con 793 voti, sette in più rispetto al secondo arrivato, il deputato Massimo De Rosa. Il consigliere, insomma, ha battuto il deputato. Questi, secondo quanto si legge sul blog di Beppe Grillo, i voti degli altri candidati M5S: De Rosa 786; Ferdinando Alberti 573; Eugenio Casalino 489; Monica Forte 447; Roberto Cenci 266; Cinzia Massafra 259; Bruno Giulio Andrea Misculin 185; Mary Fogli 153; Maria Colomo 136; Marcello Mosesso 107; Cesare Del frate 92. Alla votazione hanno partecipato 4286 iscritti.

Pubblicato da Movimento 5 Stelle Scanzorosciate su Domenica 26 novembre 2017

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PARTE DELLA T.A.R.I. È ILLEGITTIMA SCOPRI COSA FARE

Di Manlio Di Stefano

PARTE DELLA T.A.R.I. È ILLEGITTIMA
SCOPRI COSA FARE
Ci raccontano come degli incapaci, buoni solo a urlare, per poi venire puntualmente smentiti dalle nostre battaglie e, come in questo caso, dalle nostre scoperte.
Ad ottobre 2016 il mio collega Giuseppe L’Abbate – Cittadino a 5 Stelle ha presentato un’interrogazione parlamentare (https://goo.gl/99GVzC) per sollevare il problema dell’errato calcolo della “quota variabile” della Tari, la tassa sui rifiuti. La Tari, infatti, si compone di due quote: una fissa, in funzione dei metri quadri degli immobili, e una variabile che dovrebbe cambiare in funzione del quantitativo reale di rifiuti prodotto ma che, in mancanza di strumentazioni adeguate, i Comuni calcolano in rapporto ai componenti dell’utenza.

Quel che è accaduto è che, per quanto concerne le pertinenze (ovvero i garage, i box, le cantine, le mansarde, le soffitte, etc..), tanti Comuni hanno inserito nel conteggio anche la quota variabile per ognuna di esse: quindi una famiglia composta da 4 persone diveniva magicamente di 5 se possedeva un box, di 6 se deteneva anche una cantina, di 7 se vi era anche una soffitta nella propria utenza domestica. Basta un esempio, preso da una bolletta di un contribuente a far comprendere la portata dei possibili rimborsi: circa 70 euro l’anno pagati ingiustamente dal 2014, in pratica quasi 300 euro totali! Un errore sollevato anche da Il Sole 24 Ore ma che ha avuto un chiarimento solamente dopo la risposta all’interrogazione data dal sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta.

Per verificare se nel tuo Comune la Tari è stata calcolata in maniera errata ti basterà, pertanto, prendere una bolletta della tassa rifiuti e controllare se oltre all’utenza “domestica” principale sono presenti altre voci “domestica – accessorio” e se è presente il valore “tariffa variabile”. Qualunque cifra riportata è, dunque, ILLEGITTIMA.

Per fare ricorso, sarà sufficiente protocollare o inviare per raccomandata a/r, al Comune che ti ha richiesto il pagamento in eccesso in questi anni, un modulo con la copia delle bollette pagate ingiustamente. Trascorsi 90 giorni, se non si è ottenuta risposta o se è stato esplicitato un diniego, puoi fare ricorso alla Commissione tributaria locale.

Qui trovi il MODULO FAC-SIMILE (https://goo.gl/sBQpbD) da presentare al tuo Comune.
Buon rimborso!

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Smog: in pianura padana si muore, serve un piano d’area

La Pianura Padana soffoca e muore

di Movimento 5 Stelle Camera e Senato

La Pianura Padana soffoca e muore, con danni sanitari ed economici enormi. E’ una delle aree più inquinate d’Europa e del Mondo. E’ necessaria l’istituzione di un tavolo tecnico per la redazione di un piano d’area tra le quattro Regioni della pianura Padana, con il coinvolgimento delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto per per individuare interventi strutturali idonei a fronteggiate la grave situazione di inquinamento atmosferico nell’area della Pianura padana. Il Movimento 5 Stelle ha presentato in tal senso una risoluzione alla Camera dei Deputati per porre la massima l’attenzione su questo problema. Parliamo di un’ area che riguarda quasi 24 milioni di abitanti. Oltre a questo intervento il Movimento 5 Stelle chiede la pubblicazione a norma di legge dei dati d’inquinamento aggiornati nelle varie città e aree, dei dati di emissione aggiornati di tutti gli impianti presenti (industriali-energetici-rifiuti), nuovi studi sanitari ed epidemiologici con il coinvolgimento dell’Istituto Superiore della Sanità. Tra le misure preventive anche ” il divieto di autorizzazione di nuovi impianti che comportino la combustione con specifico riferimento alle emissioni da ossidi di azoto e di particolato” e “un divieto di ampliamento o modifica agli impianti esistenti ad esclusione degli interventi finalizzati alla loro riconversione o revamping che perseguano standard ambientali più elevati comprovati da una valutazione basata sul ciclo di vita”.

La situazione sanitaria è allarmante. Nella risoluzione M5S vengono citati diversi studi. Eccone alcuni.

OLTRE I LIMITI – Durante i mesi autunnali ed invernali gran parte dei cittadini di Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto è sottoposto ad alti livelli di inquinamento dell’aria oltre i limiti imposti dalle normative comunitarie (direttiva n. 2008/50/CE).

ASPETTATIVA DI VITA RIDOTTA – Secondo diversi studi, la concentrazione di polveri ultrasottili Pm 2.5 nella Pianura Padana, già da studi presentati nel 2006, riduce l’aspettativa di vita di 3 anni ed è una delle aree più inquinate del Mondo.

MORTI PREMATURE – L’European Environment Agency nell’«Air Quality in Europe 2016 report» desume nella Tabella 10.1 una mortalità prematura di 91.050 persone in Italia nel 2013 direttamente collegate ai valori di inquinamento atmosferico per i parametri PM2,5 (66.630 morti premature), Ozono (3.380) e ossidi di azoto (21.040).

ANNI DI VITA PERSI – Nel medesimo rapporto si evidenzia (tabella 10.2) che l’Italia, con riferimento agli anni di vita persi x 100.000 abitanti per ogni sostanza inquinante è: all’undicesimo posto su 41 Paesi per le PM2,5, con 1.165 anni di vita persi x 100.000 abitanti; di gran lunga al primo posto su 41 Paesi con 368 anni di vita persi x 100.000 abitanti per gli ossidi di azoto, distanziando di 1/3 di ore in più il secondo Paese; al quarto posto su 41 Paesi con 61 anni di vita persi x 100.000 abitanti per l’ozono. Le quattro regioni della Valle del Po sono in testa in questa triste classifica.

COSTI SANITARI – Anche lo studio «Economic cost of the health impact of air pollution in Europe» (WHO, 2015) ha evidenziato che, nel 2010, i costi sanitari associati all’inquinamento dell’aria per l’Italia sarebbero di 97 miliardi di dollari annui, tenendo conto della sola esposizione al particolato e di 133,4 miliardi di dollari tenendo conto della VSL (value of statistical life) nel calcolo. Praticamente, i costi associati al particolato sarebbero pari al 4,7 per cento, del Pil. Tra l’altro, la stima delle morti premature per l’Italia calcolata dall’Organizzazione mondiale della sanità era più bassa (32.447 morti premature nel 2010 per il particolato) delle stime per il 2014 dell’European environment agency; pertanto, se si tenesse conto di quest’ultima stima, i costi sanitari sarebbero molto più elevati.

DANNI DA INCENERITORILo studio Moniter, promosso nel 2011 dalla regione Emilia Romagna in collaborazione con Arpa, ha evidenziato come nelle vicinanze d’impianti d’incenerimento si sia registrato un incremento di nascite premature, confermando precedenti studi.

MEDICI E MORATORIE – In data 10 settembre 2007 ed ancora nel 2011 l’Ordine dei medici e dei chirurghi dell’Emilia Romagna, avvalendosi del principio di precauzione, ha chiesto una moratoria sulla costruzione di nuovi impianti d’incenerimento nella regione Emilia Romagna.

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