Convocazione Consiglio Comunale 13 dicembre

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Si comunica che martedì 13 dicembre alle ore 18.00 presso la sala consiliare del palazzo Comunale di Scanzorosciate, si svolgerà il Consiglio Comunale.

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Sulla legge elettorale #NonFartiFregare: non vogliono votare perchè vogliono la pensione

di Movimento 5 Stelle

Il M5S ha appena depositato a Montecitorio una proposta di legge che estende i principi del sistema elettorale vigente per la Camera anche al Senato. In questo modo, il giorno dopo che la Consulta si sarà pronunciata, avremo già una legge elettorale per entrambi i rami del Parlamento.

Chi propone altro vuole imporre al Paese l’ennesimo governo non eletto che riproporrà le solite manovre lacrime e sangue per arrivare fino a settembre 2017 quando i parlamentari matureranno la pensione d’oro. L’Italia è in ginocchio: l’economia cresce la metà di quelle europee, 18 milioni di cittadini sono a rischio povertà e la disoccupazione è oltre il 20% se si contano anche gli inattivi. Gli italiani devono essere chiamati a scegliere sul loro futuro con libere elezioni il prima possibile.pensionivotoSulla legge elettorale non farti fregare! Partiti e giornali scrivono di tutto, ma la verità è una. Il M5S ha proposto da subito una sua legge elettorale, il Democratellum, ma i partiti hanno chiaramente detto che non la voteranno mai.

Abbiamo sempre denunciato i rischi connessi al combinato disposto tra l’Italicum e la riforma costituzionale di Renzi; ora che gli italiani hanno bocciato quella riforma, i rischi maggiori che potevano derivare dall’Italicum sono venuti meno. Il 24 gennaio la Corte Costituzionale, grazie ai ricorsi presentati anche dal M5S a Torino e a Messina, Genova e Perugia, si pronuncerà proprio sull’Italicum e dai suoi rilievi uscirà fuori un ‘Legalicum’ depurato dai vizi di incostituzionalità che abbiamo denunciato.

I principi indicati dalla Consulta, daranno vita automaticamente alla nuova legge elettorale per la Camera (il Legalicum) e saranno applicati anche per il Senato. Chi oggi attacca il M5S per questa richiesta vuole intascarsi la pensione d’oro, impedire che gli italiani si scelgano un governo con un programma chiaro e imporre al Paese un nuovo governo non eletto.

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Mi dispiace, non sarò il vostro comico mannaro

di Beppe Grillo

Sono assediato in casa da tre giorni dalle tv per interviste che non voglio rilasciare. Quello che voglio dire ve lo dico qui. Mi dispiace, non sarò il vostro comico mannaro.

beppecomicoMentre sono alle prese con le mie domande fondamentali, come Chance il Giardiniere di “Oltre il Giardino”, su cosa ne sarà dell’enorme quantità di “tempo libero” oppure “non occupato” che avanzerà nel mondo robotizzato, ho visto una cosa oscura all’orizzionte, un orizzonte basso e cupo. I pupazzi-chiaccheroni hanno bisogno di un nemico ingiusto, di un persecutore.

L’unico modo per giustificarsi, sia nella sconfitta che per l’immorale sostegno a propositi così bizzarri verso la nostra costituzione, è che ci sia qualcosa di terribile oltre lo steccato. Possono i grandi opinionisti dire “abbiamo scherzato”’? Non ho mai sentito nessuno di loro riconoscere una volta, una sola, di essersi sbagliati.

E adesso sono tutti lì, i sacerdoti proclamati dall’emittenza, a cercare un nuovo modo di tenere bassa la testa della gente. Non sono bastate tutte le televisioni e praticamente tutti i giornali pro SI, neppure le brochure del travestito morale per gli italiani all’estero mandate con i nostri soldi. E allora… cosa fanno? Lasciano perdere le grandi banche, quel sistema che gli ha messo a posto figli e nipoti e dicono: “avevamo scherzato, oppure, ci siamo sbagliati; la crisi non centra nulla con la costituzione”.

Dobbiamo aspettarci la prossima mossa che è certa secondo me: demonizzarci, a me e al “nostro popolo”, mentre inventeranno un trucco di “legge” elettorale affinchè il M5S non possa mai superare il livello di “guardia”. E da dove verrà l’ispirazione a questi guru dell’informazione per proseguire il lavoro di Mannarizzazione di Grillo?

Dalla loro temporanea “disoccupazione”. Infatti, mentre i bravi ragazzi di Firenze aggiungono perle plastificate alla loro collana di fallimenti, nascosti dentro il parco giochi di JP-Morgan, sono in centinaia proprio gli intellettuali di quella pseudosinistra al sapor di filo interdentale ad essere pericolosamente disoccupati in questo momento. Prima del 60/40 erano accomunati da uno sforzo traditore che, misteriosamente, riempiva i loro piccoli cuori: illudere gli italiani che cambiare la costituzione secondo i voleri della Merkell e delle grandi banche sarebbe stata una gran cosa; e ora… sono pesantemente disoccupati e confusi: smettere quella “lotta” di due anni perché trascinati a terra dalle urne, come beccacce prese al laccio, soltanto per quel 60/40 potrebbe sembrargli poco; e questo perchè non hanno mai rispettato la democrazia.

Il loro sforzo traditore, accompagnato da “tanta cultura” e “tanta attenzione ai contenuti” dove si dissolverà? Da quel caravanserraglio bagaglino, tenuto insieme da trucchetti improvvisaticci; adesso che non devono più sostenere ideologicamente lo stupro della costituzione… cosa cominceranno a dire dalle loro poltronette nei Talk Show? Adesso hanno bisogno di un nemico: il Grillo Mannaro, già improbabilmente etichettato come populista, fascista, ignorante, ma… se è così come è possibile che M5S non ne sbaglia una nel riconoscere cosa c’è nel cuore degli italiani e dargli voce?

C’è solo una risposta: Grillo è un tiranno in pectore. Forse esagero come sempre ma c’è già uno che mi dipinge così da sempre: il badante della nipote di Mubarak… lui in queste cose è geniale… Vi ricordare la fase in cui il berlusconismo si è autoinfiltrato nei valori tipici della sinistra? Non era un vaccino; era piuttosto una grande strategia comunicativa che ha creato confusione al punto che tanti lavoratori e studenti hanno votato lo psiconano. Così lui conosce al meglio il metodo della dissimulazione degli intenti.

Lo pratica così rigorosamente che non sa più riconoscere neppure i suoi di intenti: il grande venditore si scaglierà si scaglierà di nuovo su di me, contro trascinandosi dietro la frustrazione degli intellettuali da Talk Show. E’ gente che, mentre ,Il surplus tedesco vola verso la Cina e la loro bilancia è in attivo, mentre le nostre imprese si sminuzzano oppure scappano dall’euro come la fiat resta concentrata “sui populismi”. Una dissimulazione che evidentemente non funziona più, oppure non ha mai davvero funzionato: il loro premio è sempre e solo stata la pazienza degli italiani.

Non hanno ancora cercato di calarmi seriamente la maschera da Grillo Mannaro perché non capiscono che cosa sia un comico professionista. Lo confondevano con un ignorante e generico “buffone”. Non rifaranno più questo errore, adesso è l’ora di farmi passare come grillo mannaro ma non ci riusciranno. Il MoVimento 5 Stelle intanto sta percorrendo la sua strada. Abbiamo iniziato la discussione del programma di governo con l’energia, continueremo con gli altri temi, e in seguito sceglieremo online il candidato premier, la squadra di governo e i candidati al Parlamento.

Noi ci siamo. Partecipate! Vogliamo idee!

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Ag Entrate, documento choc: “Colpite chi collabora, lasciate stare i furbi”

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Colpire chi cerca un rapporto collaborativo con il Fisco ma poi magari non paga perché si trova in difficoltà. E i furbetti che invece fanno finta di nulla e non rispondono alle pretese dell’amministrazione tributaria? Quelli lasciamoli perdere. Sembra assurdo, ma è questo il succo di un documento (atto dispositivo 229/2016) della Direzione provinciale di Padova dell’Agenzia delle entrate. Sette pagine di cui il M5S, con il senatore Giovanni Endrizzi, è entrato in possesso e che svelano aspetti a dir poco inquietanti circa i metodi di recupero dei carichi impositivi da parte dell’Ade.

Indicazioni operative chiaramente ispirate dall’alto, quantomeno dal livello regionale veneto, e animate da uno spregiudicato pragmatismo che fa impressione ritrovare così, nero su bianco, in via ufficiale. Secondo i dirigenti padovani del Fisco, bisogna puntare a recuperare gli atti per i quali c’è stata una risposta del contribuente in adesione o in rinuncia all’impugnazione per intervenuta acquiescenza. Mentre la “mancata impugnazione” con conseguente iscrizione a ruolo della pretesa avanzata dall’amministrazione è un evento che “deve considerarsi estremamente negativo in quanto sintomatico – nella maggioranza dei casi – del totale disinteresse del contribuente”.

Dunque, l’attività non risulta produttiva per la dirigenza delle Entrate, nemmeno per gli effetti di deterrenza: “Solo una minima parte degli importi iscritti a ruolo risultano poi oggetto di effettiva riscossione”. Crolla, dunque, il (falso) mito del ruolo come strumento efficace rispetto, per esempio, alla vecchia ingiunzione di pagamento. Seguono, nell’atto delle Entrate di Padova, indicazioni agli uffici circa le soglie di maggiore imposta accertata sotto cui è meglio lasciar perdere il contribuente infedele: 1000 euro per le persone fisiche, 3.500 euro per Pmi, professionisti e enti non commerciali, 8.000 euro per medie imprese e per accertamenti con determinazione sintetica del reddito. Il tentativo di recuperare le tasse non pagate è fatica sprecata, secondo la “comune esperienza” dei dirigenti dell’Agenzia, pure rispetto a parametri considerati rivelatori della presunta insolvibilità del cittadino.

Se le somme complessive iscritte al ruolo sono di almeno 200mila euro per le medie imprese, 40mila euro o più per Pmi e professionisti e 20mila euro o oltre per persone fisiche, allora non è il caso di sprecare tempo ed energia. Le soglie vengono poi dimezzate se si parla di almeno due annualità complessive. In questi casi, insomma, l’attività istruttoria andrà accantonata, spiega la dirigenza. A meno che non ci sia “carenza di elementi proficui, al solo fine di assicurare il raggiungimento degli obiettivi di produzione assegnati”. In altre parole, a meno che non ci sia da raschiare il fondo del barile. Ecco come ragionano gli ispettori del Fisco. E il M5S in modalità “apriscatole” lo scopre grazie alla collaborazione di chi, con un sussulto di coscienza, non accetta un certo andazzo. Dal documento interno delle Entrate di Padova si evince la rinuncia a cercare di “pizzicare” chi se ne frega a prescindere e tende a sparire completamente agli occhi del Fisco (quelli della “mancata impugnazione”).

maxresdefaultNon vi vengono in mente società come le cosiddette “cartiere” che non dichiarano mai nulla e vengono usate solo per l’evasione Iva? In altre parole, emerge un maggior accanimento verso gli evasori per necessità rispetto ai furbi conclamati. Inoltre, vengono clamorosamente colpiti l’articolo 23 della Costituzione (irrinunciabilità del tributo) e in qualche modo anche il 53 (“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”). Il governo da una parte mette a punto condoni per far cassa e dall’altra cala le brache di fronte agli evasori più scaltri. Inoltre, lascia scientificamente sguarnita l’Agenzia delle entrate, così da costringerla a fare delle scelte, diciamo spregiudicate, su chi colpire e chi no. E’ uno scenario desolante, soprattutto se si pensa che i vertici dell’Ade vengono valutati in base a quanto riescono a taglieggiare i contribuenti onesti. Nel frattempo il portavoce i ha depositato un’interrogazione sul documento. Vedremo se Padoan avrà il coraggio di rispondere e come si giustificherà.

http://www.movimento5stelle.it/parlamento/2016/11/ag-entrate-documento-choc-colpite-chi-collabora-lasciate-stare-i-furbi.html

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