La carta dell’Onestà

onestaELIMINARE LA CORRUZIONE E’ SEMPLICISSIMO! BASTA APPLICARE QUESTE DIECI PROPOSTE!

DIFFONDETE QUESTO VIDEO: BASTA SCUSE, VIA I CORROTTI!

La lotta alla corruzione è una delle priorità per l’Italia.

E’ un’esigenza delle persone comuni, un’istanza di popolo che il MoVimento 5 Stelle ha raccolto e ora presenta in Parlamento: la carta dell’onestà.

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L’INPS spazza via le menzogne del Governo sul Jobs Act

Lo abbiamo già detto, lo ripetiamo: nel 2015 c’è stata una bolla occupazionale drogata dal Governo, costosissima e dannosa. Meno di 200 mila nuovi posti di lavoro con un nuovo contratto ancor più precario di prima (a “tutele crescenti”), per un totale di spesa nel triennio di 12 miliardi di euro, con i quali si potevano finanziare sia il reddito di cittadinanza che le urgentissime spese in investimenti per far ripartire davvero economia e occupazione.

Cosa si scopre dopo soli tre mesi del 2016? Che appena è stato ridotto l’incentivo alle imprese per i neoassunti a tutele crescenti (da 8.060 a 3.250 euro, da 3 anni a 2 anni) la bolla si è sgonfiata. L’Inps certifica che nel primo trimestre di quest’anno (gennaio-marzo) il saldo tra attivazioni e cessazioni per i contratti a tutele crescenti è di sole 51.087 unità, 173.842 in meno del primo trimestre 2015. Un vero e proprio tracollo, pari al -77%.

Il nuovo contratto precario ideato dal Governo non tira più, dopo un solo anno dalla sua nascita. Le imprese hanno già trovato un sostituto: il voucher. Si tratta di un buono che può essere usato per tutte le forme di lavoro occasionale e vale 10 euro l’ora lordi, 7,5 netti. Questa nuova frontiera della precarietà consente di sostituire i regolari contratti di lavoro con tagliandi che privano il lavoratore di ogni tutela e stabilità. Non c’è nemmeno più bisogno di licenziare, dato che un’assunzione in piena regola non è prevista. Ebbene, a dimostrazione del fatto che questo Governo sta favorendo la precarietà, invece che combatterla, l’Inps presenta dati allarmanti sui voucher: nel primo trimestre 2016 ne sono stati venduti 31,5 milioni con un boom del 45,6% rispetto al 2015. Già l’anno scorso c’era stato un balzo del 75,4% sul 2014. La direzione è tracciata, e tutto quello che il Governo ha saputo fare è stato inventarsi un contratto precario drogato da costosissimi incentivi fiscali.

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Contratto sul quale, tra l’altro, sono già stati certificati dall’INPS abusi di notevoli dimensioni. Si parla di 100 mila truffe per un esborso di soldi pubblici pari a 600 milioni di euro. Molte imprese, infatti, licenziavano il lavoratore a tempo indeterminato, lo riassumevano a tempo determinato e dopo 6 mesi trasformavano il tempo indeterminato in contratto a tutele crescenti per ricevere l’incentivo statale. Su questo ulteriore punto di debolezza del Jobs Act il Movimento 5 Stelle è intervenuto sia in sede di esame della legge che successivamente, con diverse interrogazioni parlamentari. L’unica risposta ricevuta dal Governo è stata una esplicita ammissione di impotenza: le truffe ci sono state e continueranno ad esserci, perché sono incontrollabili.

Nel 2015, peraltro, l’elemento decisivo è stato il contesto internazionale favorevole, tra svalutazione iniziale dell’euro, manovre monetarie della BCE e soprattutto crollo del prezzo del petrolio. È lo stesso Governo, nei suoi documenti ufficiali, a scrivere che gran parte della crescita del PIL (e quindi indirettamente dell’occupazione) è merito del prezzo calante dell’oro nero.

Su Jobs Act, contratto a tutele crescenti e occupazione questo Governo ha dato il peggio di sé, costruendo un castello di carte mediatico che Istat e Inps facevano crollare di mese in mese. Questo inizio di 2016 non ammette più equivoci: la curva della precarietà continua a crescere, e i risultati gonfiati dello scorso anno mostrano il loro vero volto.

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#5giornia5stelle 79° puntata, 20 maggio 2016

Il M5S continua sulla strada della coerenza con i propri principi, e a Roma ha presentato questa settimana la sua Carta dell’Onestà. Si tratta di 10 proposte di legge, alcune delle quali già approvate alla Camera, che prevedono alcune misure per arginare seriamente il problema della corruzione: dalla Daspo per corrotti e corruttori, politici e imprese, all’agente provocatore. Ce ne parlano Michele Dell’Orco, Vittorio Ferraresi e Alfonso Bonafede. Le proposte contro la corruzione devono essere approvate subito, il Paese non può più aspettare.

Non può aspettare, però, neppure una riforma del sistema bancario. I cittadini truffati dalle banche, e quelli spaventati dal bail in, lo chiedono a gran voce. Il M5S ha presentato questa settimana anche la sua riforma di Bankitalia, che prevede: nazionalizzazione della banca, divisione tra banche d’affari e banche commerciali, creazione di una banca pubblica di investimenti. Ci vuole, come spiegano Di Battista, Ruocco e Villarosa, un sistema che finalmente tuteli il risparmio ed eroghi i prestiti: è ora di dire basta al fregare i cittadini.

In aula, Francesco D’Uva torna sull’argomento università e ricerca. Quando il Parlamento vota a favore di fondi, quei fondi poi devono arrivare davvero, e finora non se ne è vista traccia. Inoltre, respingiamo l’idea di Renzi che debbano esistere Università di serie A e di serie B a imitazione americana: noi crediamo che tutti gli atenei debbano essere messi in condizione di produrre eccellenza, e pensiamo specialmente al meridione.

Da Bruxelles, Laura Ferrara invita tutti gli iscritti a Rousseau a partecipare alla redazione del report dei portavoce europei, riguardante le strategie contro le infiltrazioni mafiose nelle imprese e l’uso dei whistleblowers. Aiutateci a migliorarlo!

In aula al Senato Paola Nugnes interviene sul Sistema Nazionale Agenzie Ambientali, una legge importantissima bloccata per mesi dal governo e poi approvata modificandola nei suoi punti essenziali. La nostra conclusione? Il governo non ha alcuna intenzione di investire in maggiori controlli, perché l’ambiente è l’ultimo dei suoi pensieri.

Di nuovo a Bruxelles, dove i nostri portavoce hanno partecipato ad un esperimento dai risultati sbalorditivi. 49 deputati di 13 Paesi diversi hanno effettuato un test delle urine per scoprire la contaminazione da glifosato, ebbene: sono risultati tutti contaminati! Anche i nostri Dario Tamburrano e Marco Zullo, ed Eleonora Evi addirittura con una concentrazione 20 volte superiore al limite di legge. Il M5S ha chiesto il blocco dell’uso del glifosato in agricoltura, è un agente cancerogeno e pericoloso per la salute, ma l’Europa sembra abbia intenzione di rinnovare l’autorizzazione per altri 7 anni. Noi diciamo no!

A Roma, infine, Luigi Di Maio presenta alla stampa i candidati sindaci del M5S, insieme ai candidati delle 6 maggiori città. Nei Comuni amministrati dal M5S, ricorda Luigi, il debito è stato ridotto, abolita Equitalia, avviato il reddito cittadinanza: il MoVimento ha le mani libere e per questo può fare davvero tutto ciò che è necessario per le nostre città, e che i cittadini chiedono.

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Comuni 5 Stelle

Il M5S è nato nel territorio e i suoi primi successi elettorali li ha avuti nei Comuni. Il Comune di Sarego in provincia di Vicenza è stato il primo a Cinque Stelle con il sindaco Roberto Castiglion, ne sono seguiti poi molti altri. Mira, Assemini, Gela, Livorno, Ragusa, Pomezia sono alcuni tra i Comuni a 5 Stelle. Un minimo comune denominatore delle nostre amministrazioni comunali è stata la riduzione del debito nonostante i tagli feroci del Governo centrale, inoltre è stata posta attenzione alla tutela dell’ambiente e alla diffusione dei servizi telematici.

E poi, fatto non trascurabile, l’onestà: “Su Pomezia non abbiamo alcuna protezione, il sindaco (Fabio Fucci, ndr) è incorruttibile” ha detto Salvatore Buzzi intercettato per Mafia Capitale. A Imola, durante Italia5Stelle sono stati distribuiti dei volantini con quelli che i sindaci reputavano essere i loro principali successi che sono molti, eccone alcuni: Mira: Lotta al gioco d’azzardo. In corso di approvazione il regolamento no-slot per i pubblici esercizi con riduzione del 20 % della TARI per le attività come bar, tabaccherie, edicole che tolgono o non hanno slot machine Assemini: No alla Tasi e a Equitalia. In un periodo di grandi difficoltà economiche dei nostri concittadini, sia nel 2014 che nel 2015 l’Amministrazione del M5S ha detto no al pagamento della TASI.

Il tributo, ritenuto come l’ennesima stangata alle tasche dei cittadini e per giunta incostituzionale è stato depennato dalla lista dei tributi locali. Per quanto concerne Equitalia, nel gennaio 2015 è stato interrotto il rapporto tra Comune di Assemini e Equitalia. Pomezia: Assegnazione di alloggi popolari ai bisognosi e istituzione di quello che è stato chiamato il nostro “reddito di cittadinanza”, ovvero un sostegno a chi ha difficoltà a pagare gli affitti, alle ragazze madri, a chi ha perso il lavoro. I bimbi in condizioni di disabilità grave avranno l’esenzione totale per mensa e trasporto scolastico.

Le azioni dei Comuni 5 Stelle saranno riprese in un’area ad hoc in questo blog continuamente aggiornata che consigliamo di leggere agli stipendiati del Pd impegnati a denigrare l’attività del M5S nei Comuni con l’obiettivo di dimostrare l’assioma “se non sono capaci di amministrare i Comuni figuriamoci lo Stato”. Bomba, cambia strategia, questa non funziona. A proposito Marino era sindaco di quale partito? Forse del Pd?

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